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Ci si potrà abbonare ai giornali attraverso Facebook

Facebook stringe i rapporti con gli editori. Dopo aver portato le notizie sul social, consentirà agli utenti di abbonarsi ai quotidiani. Il modello sarà quello che alcune testate già usano online: lettura gratis di un tot di articoli al mese, superati i quali occorre abbonarsi se si vuol continuare a leggere.
    Ad annunciare la novità, che era stata già trapelata nelle scorse settimane, è Mark Zuckerberg. In un post il fondatore di Facebook ha reso noto che nei prossimi mesi "sperimenterà nuovi modi per aiutare le testate a far crescere il numero di abbonati". La fase di test coinvolgerà un piccolo gruppo di editori americani ed europei. "Se le persone si abboneranno dopo aver visto le notizie su Facebook, il denaro andrà direttamente agli editori che lavorano duro per scoprire la verità". Il social, ha sottolineato Zuckerberg, non prenderà alcuna percentuale.
    La collaborazione tra Facebook e le testate giornalistiche è iniziata nel maggio 2015, quando il social ha lanciato gli Instant Articles. La funzione consente di leggere all'interno del social gli articoli, che sono multimediali, interattivi e si caricano 10 volte più velocemente rispetto alle pagine dei siti di informazione.

I buchi neri visti per la prima volta dall'occhio delle onde gravitazionali

ROMA  - Trovandosi per la prima volta di fronte a un buco nero, sono tante le domande che uno scienziato vorrebbe fargli. Curiosamente, il primo aspetto svelato da quel "nuovo occhio" dell'astronomia che sono le onde gravitazionali - l'unico metodo, finora, capace di rivelare in modo diretto l'esistenza di questi misteriosi abitanti del cosmo - riguarda la vita sentimentale dei buchi neri.

"Esiste una categoria di buchi neri che vive in coppia. Ruotando l'uno attorno all'altro, i due oggetti a volte finiscono per scontrarsi" spiega Alberto Vecchio, laurea in fisica a Pavia, oggi all'università di Birmingham. In questo caso avviene un cataclisma capace di scuotere i pilastri dell'universo. E di generare onde gravitazionali.

Teorizzate da Einstein un secolo fa, le onde gravitazionali sono state osservate per la prima volta solo nel 2015, grazie a uno strumento che si chiama antenna gravitazionale, si trova negli Stati Uniti e ha il nome di battesimo di Ligo. Smaltito l'entusiasmo per la scoperta, da un anno e mezzo gli scienziati sono al lavoro per estrarre più informazioni possibili da segnali che arrivano da miliardi di anni luce di distanza e durano una frazione di secondo. "Due sono le ipotesi" spiega Vecchio.

"I due buchi neri possono essere nati insieme, un po' come una coppia che si è conosciuta al liceo ed è rimasta insieme tutta la vita. Oppure potrebbero essersi formati indipendentemente l'uno dall'altro in una zona dell'universo molto densa di stelle. L'ambiente dinamico gli avrebbe permesso di avvicinarsi. A un certo punto della loro vita si sarebbero incontrati per poi morire insieme. Al momento, se i buchi neri ruotano rapidamente, propendiamo per la seconda ipotesi, ma siamo nelle fasi iniziali dell'indagine. L'uso delle onde gravitazionali per capire i fenomeni del cosmo è ai primordi".

Lo studio sui buchi neri, scritto da un gruppo di fisici di Birmingham e uscito su Nature, si basa sull'osservazione di quattro segnali di onde gravitazionali (uno dei quali molto debole) registrati tra settembre 2015 e gennaio 2017. Per avere una risposta più definita sull'origine di questi oggetti (che rappresentano la fase finale della vita di alcune stelle) e sul perché in alcuni casi decidano di vivere in coppia, i ricercatori avrebbero bisogno di almeno una decina di segnali.

Ma anche così, il passo avanti è enorme. "Fino a ieri avevamo solo prove indirette dell'esistenza dei buchi neri" spiega Vecchio. "Ne osserviamo ad esempio gli effetti sul moto delle stelle sfruttando le stesse leggi di Newton che gli astronomi dei secoli scorsi usarono per scoprire i pianeti del sistema solare. Oppure captiamo i raggi X emessi dalla materia che sta per essere inghiottita". Applicando la relatività di Einstein ci si era anche divertiti a immaginare cosa sarebbe successo a un uomo tanto imprudente da avvicinarsi a un buco nero, finendo stirato per i piedi da questa sorta di aspirapolvere cosmico. "Ma oggi, per la prima volta, abbiamo osservato in maniera diretta il segnale emesso dal buco nero" sintetizza Vecchio. "E crediamo di essere solo al primo passo di un lungo percorso di esplorazione".

Le quattro osservazioni di Ligo, infatti, riguardano una classe particolare di buchi neri: quelli grandi decine di volte come Sole e disposti in sistemi binari. "Abbiamo calcolato che le loro collisioni, in ogni angolo nell'universo, si susseguono al ritmo di una ogni quarto d'ora". Ma esistono anche altri tipi di buchi neri (al centro della nostra galassia ce n'è uno grande come 2,5 milioni di Soli) e di fenomeni che possono emettere onde gravitazionali, come le stelle di neutroni o le esplosioni di supernove. Ligo, che per la sua complessità funziona a singhiozzo ed è costretta a continue ricalibrazioni, nel suo periodo operativo ha individuato in media un'onda gravitazionale al mese.

Attualmente è in funzione anche la gemella italiana, l'antenna gravitazionale dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Virgo, che si trova a Càscina (Pisa). "Ora lavoriamo in contemporanea con Ligo" spiega l'ex coordinatore di Virgo, Fulvio Ricci. "Facendo osservazioni insieme possiamo individuare anche la direzione di provenienza dell'onda in cielo". No comment è la replica di Ricci alla notizia diffusa su Twitter da uno scienziato dell'università del Texas e ripresa da New Scientist. Per la prima volta sarebbe stata catturata un'onda di tipo nuovo, emessa da stelle di neutroni. "Aggiorniamoci al 25 agosto per comunicato" si limitano a dire da Ligo.

Google e Walmart si accordano per competere con Amazon

Che nei piani dei colossi tecnologici ci fosse la grande distribuzione ce ne eravamo accorti un paio di mesi fa, con l'operazione (da 13,7 miliardi di dollari) che ha portato Amazon all'acquisto di Whole Foods. Adesso è già tempo di un nuovo accordo. E anche in questo caso i protagonisti sono di grande spessore: da una parte Walmart, catena di supermercati regina degli Stati Uniti, dall'altra Google. Una partnership che andrà ad integrare le tecnologie messe a disposizione da Big G e i prodotti venduti dal gigante del retail, e che a prima vista sembra proprio una risposta all'operazione Amazon - Whole Foods. Va detto che è la prima volta che Walmart mette a disposizione i suoi prodotti al di fuori del proprio sito web.
L'annuncio è arrivato attraverso un post sul blog ufficiale di Walmart dal presidente dell'area online Marc Lore: «A partire da fine settembre, - ha scritto Lore - lavoreremo con Google per offrire centinaia di migliaia di articoli per lo shopping vocale tramite Google Assistant». Mentre un portavoce di Google ha annunciato che «sarà possibile commercializzare centinaia di migliaia di prodotti, dalla lavanderia a Lego».

L'integrazione dei servizi Google consentirà a Walmart di offrire nuovi servizi intelligenti che andranno ad incidere nettamente sull'eCommerce. Quello più interessante riguarda Google Assistant, l'assistente vocale di Big G che risponde alle richieste (vocali) degli utenti. In questo caso, dunque, sarà possibile acquistare un prodotto Walmart semplicemente con un comando vocale attraverso uno smartphone o il dispositivo Google Home. La partnership riguarda anche il servizio eCommerce Google Express. I clienti Walmart, con questo accorto, potranno collegare i loro conti a Google, consentendo al gigante tecnologico di apprendere il loro comportamento, le loro abitudini. E grazie a ciò migliorerà il servizio predittivo sugli acquisti futuri. Google ha fatto sapere che oggi più del 20 per cento delle ricerche condotte su smartphone avviene tramite comando vocale. E adesso si aspetta che lo shopping online segua questo trend.

Un passo dovuto per Google
Questa partnership, di fatto, è un passo dovuto per Google. A Mountain View, soprattutto dopo l'operazione Amazon - Whole Foods, sanno benissimo che sempre più utenti cercano prodotti su Amazon senza passare da Google. La crescita dei motori verticali a discapito di quelli tradizionali, del resto, è una conferma lampante. Google sa di dover invertire la rotta. E con Walmart lo sta facendo.

Una mossa indispensabile per Walmart
Se da una parte questo accordo serve a Google per non far scappare Amazon nella corsa all'eCommerce (che il gigante di Seattle domina comunque in modo abbastanza indisturbato), anche per Walmart è un'occasione importante. Il gigante del retail negli ultimi due anni sta facendo grandi passi verso il commercio elettronico, conscio del fatto che giganti come Amazon possano ridefinire gli equilibri del mercato. Va ricordato che Walmart controlla un quinto dei supermercati in USA, con il 90% dei cittadini americani che vive a una media di 18 chilometri da un punto vendita Walmart. Oggi i 4.690 negozi presenti negli Stati Uniti offrono servizi di continuità agli acquisti online. Inoltre è stato introdotto un servizio di consegna a domicilio super veloce (sulla scia di Amazon Prime). L'ultimo trimestre in fatto di eCommerce si è chiuso, per Walmart, con un +60% rispetto a un anno fa. Segno che la direzione è quella giusta.

Un nuovo attacco alle celebrità, foto pubblicate

Ancora una volta delle fotografie private di personalità celebri sono state diffuse online a causa della scarsa attenzione alla sicurezza. A essere colpite prevalentemente donne: Miley Cyrus, Kristen Stewart, Katharine McPhee, Stella Maxwell (ex di Cyrus), Lindsey Vonn con Tiger Woods.

Anche in questa occasione si tratterebbe di un furto di dati dagli smartphone e dai backup salvati in cloud, secondo indiscrezioni. Una dinamica simile si era riscontrata nel caso del Fappening che aveva coinvolto Jennifer Lawrence e altre star di Hollywood nel 2014: un cracker aveva aggirato le protezioni di iCloud tramite phishing, impadronendosi delle foto e pubblicandole.

Non ci sono informazioni precise su come l'attacco sia stato condotto, ma Wccftech riporta che l'avvocato di Lindsey Vonn afferma che "le foto sono state hackerate". Sia la Vonn che Woods hanno minacciato azioni legali nei confronti dei siti che hanno pubblicato le fotografie, con una richiesta da parte di tutte le vittime di una rapida indagine per scoprire i colpevoli.

Al di là dell'evento in sé, torna attuale il tema della sicurezza dei dati sensibili custoditi sui dispositivi elettronici personali connessi in Rete e all'interno dei servizi di archiviazione in cloud. Nonostante numerosi eventi simili a questo, di portata più o meno vasta, siano già avvenuti in passato, sembra che non ci sia alcun progresso nel perseguire quelle buone pratiche che impedirebbero che questi eventi si verificassero del tutto.

La colpa di quanto accaduto non può ovviamente essere fatta ricadere su chi è stato imprudente o non accorto a sufficienza. Resta, però, evidente come, in un mondo sempre più connesso e in cui anche la vita privata è sempre più a rischio di essere esposta al pubblico, sia necessario tutelarsi maggiormente ed essere consci dei pericoli, cercando di prevenire avvenimenti come questo anziché cercare di porvi rimedio ex post.

Non custodire fotografie estremamente private su dispositivi o servizi soggetti a possibili attacchi è una pratica di buon senso che è sempre bene seguire, seppur sia fastidioso dover temere un'invasione della propria privacy da parte di personaggi senza scrupoli.

Ma, del resto, abbiamo da tempo imparato a chiudere a chiave la porta di casa: perché dovremmo fare altrimenti con le nostre proprietà digitali?

Memorie NAND flash in continuo aumento

I prezzi medi di vendita dei chip di memoria NAND flash sono cresciuti dal 3% al 10% nel secondo trimestre dell'anno e continueranno a crescere anche nel corso del terzo trimestre. L'analisi, condotta dall'osservatorio prezzi DRAMeXchange, sottolinea come i fornitori di memorie NAND avranno modo di riportare trimestrali di tutto rispetto grazie all'incremento dei prezzi contract per i prodotti mobile come Universal Flash Storage, eMMC e drive a stato solido.

Alan Chen, senior research manager per DRAMeXchange, ha osservato come il raggiungimento dei limiti fisici sulle memorie planari ha innescato il passaggio verso le memorie NAND 3D. Questo passaggio ha avuto l'effetto di determinare una sostanziale perdita di capacità produttiva, che di conseguenza ha portato ad una minore offerta e ad un innalzamento dei prezzi.

Secondo l'analista la disponibilità di chip di memorie sarà ancora difficoltosa per la restante parte del 2017 e solo più avanti nel 2018 si potrà avere una distensione della situazione quando le capacità produttive di memorie 3D-NAND a 64 e 72 strati raggiungeranno la maturazione.

Una ridotta offerta di chip di memoria, in particolare per quanto riguarda NAND e DRAM, sta portando l'intero settore dei semiconduttori a registrare quella che potrebbe facilmente essere la miglior crescita annuale sin dal 2010, quando dopo il periodo della recessione le vendite di chip sono cresciute più del 30%. Secondo le prime analisi le vendite di memorie NAND potrebbero crescere del 35% quest'anno rispetto al 2016.

Ulteriore conferma di questa previsione arriva dal World Semiconductor Trade Statistic che la scorsa settimana ha rivisto al rialzo le previsioni del 2017 affermando che le vendite di chip (considerate complessivamente per il settore semiconduttori) andranno a crescere del 17%.

Ora nello status di WhatsApp si possono usare scritte su sfondo colorato e link

Per quanto sia un cambiamento piccolo, è il primo che li differenzia dalle storie di Facebook e Instagram

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WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea per smartphone di proprietà di Facebook, nell’ultimo aggiornamento ha arricchito le funzioni degli status, introducendo la possibilità di condividere, oltre a foto e video, anche contenuti di testo. La funzione dello status, un contenuto visibile a tutti i propri contatti per sole 24 ore, è stata introdotta a febbraio da WhatsApp e ricorda molto le Storie di Facebook e Instagram, a loro volta copiate dall’identica e omonima funzione di Snapchat, che è uno dei loro principali concorrenti.

Col nuovo aggiornamento degli status di WhatsApp, chiamati semplicemente “stato” nella versione italiana, si potranno condividere delle brevi scritte su sfondo colorato. Tramite l’applicazione si possono scorrere e scegliere lo stile del testo e il colore dello sfondo (non c’è però un menù con tutte le opzioni, quindi bisogna scorrerle una a una). Nello status, inoltre, è possibile inserire link, una funzione che su Instagram è riservata agli account verificati o a quelli commerciali con più di 10mila followers. L’aggiornamento di WhatsApp ha coinvolto anche la versione per browser web e per computer dell’applicazione, da dove è ora possibile vedere gli stati dei propri contatti (ma non modificare il proprio).

Queste nuove funzioni contribuiranno a differenziare lo status di WhatsApp dalle Storie di Facebook e Instagram, dove si possono condividere solo immagini o video, per quanto editate con l’aggiunta di scritte e emoji. Su Facebook è disponibile una funzione simile che permette di condividere scritte su sfondo colorato, ma queste sono trattate come normali post (per esempio si possono commentare) e sono permanenti.

iPhone8 - dettagli sulle novità, ci aiuta Bloomberg

La nota testata Bloomberg ha realizzato un'infografica nella quale sono descritte tutte le novità che Apple introdurrà in iPhone 8. Nuove conferme per la realtà virtuale.

iPhone 8 continua a monopolizzare la scena mediatica. Apple alzerà il sipario sul suo prossimo top di gamma in occasione del solito Keynote di settembre. Si tratta di un dispositivo particolarmente atteso, soprattutto perchè sarà lo smartphone della mela con il maggior numero di novità degli ultimi anni. Un aspetto che emerge chiaramente dall'infografica realizzata dalla nota testata Bloomberg.

Il report mette insieme tutte le informazioni relative ad iPhone 8 trapelate in questi mesi. Dall'immagine emerge chiaramente come Apple sia al lavoro su uno smartphone che possa rappresentare una vera e propria nuova generazione, piuttosto che una semplice evoluzione come accaduto negli ultimi anni. 
iPhone 8 novità

La prima grande novità sarà rappresentata dal design borderless. Non ci sono ormai più dubbi sul fatto che iPhone 8 adotterà questa soluzione costruttiva, con bordi ridotti all'osso e una piccola porzione di cornice sulla parte frontale che ospiterà il secondo grande cambiamento su cui Apple è a lavoro.

Infatti, iPhone 8 integrerà una fotocamera frontale con riconoscimento 3D del volto. Una tecnologia che, oltre a introdurre una nuova modalità di sblocco, consentirà di poter sviluppare applicazioni per la realtà virtuale e aumentata, grazie alla capacità dello smartphone di tracciare tridimensionalmente l'ambiente circostante (coinvolgendo anche il modulo fotografico posteriore).

iPhone 8 novità

In merito si è sbilanciato anche Ming-Chi Kuo, noto analista di KGI, che in un suo recente report ha affermato come Apple, con la presentazione di iPhone 8, concretizzerà un vantaggio di due anni rispetto ai competitor in merito alla realtà virtuale e aumentata applicate in ambito smartphone.

In tal senso, inevitabile il riferimento a Qualcomm che, proprio pochi giorni fa, ha presentato la nuova tecnologia Image Signal Processor Spectra, che consentirà di ricostruire tramite le fotocamere di uno smartphone immagini tridimensionali con dettagli vicini alla realtà, mappando gli oggetti in modo sia passivo che attivo.

iPhone 8 novità

Appare evidente come Apple abbia anche previsto di poter costruire un vero e proprio nuovo business attorno alla realtà virtuale e aumentata applicata ad iPhone 8, grazie all'intervento degli sviluppatori di terze parti. Il Keynote di settembre potrà certamente fornirci dettagli più precisi a riguardo.

L'adozione del design borderless ha inoltre spinto all'eliminazione dell'iconico tasto Home frontale. Per sostituirlo, Apple ha brevettato quella che è stata già battezzata come Function Area, una sezione dello schermo che simulerà il pulsante fisico, presumibilmente integrando anche il Touch ID.

iPhone 8 novità

iPhone 8 segnerà inoltre lo storico passaggio, in casa Apple, dai pannelli IPS LCD agli OLED, grazie all'ormai noto accordo con Samsung per la fornitura dei display in questione. Una tecnologia che dovrebbe caratterizzare i dispositivi della mela anche in ottica futura, considerando come la partnership con l'azienda sudcoreana sia stata siglata fino al 2019.

Infine, le novità sotto la scocca. Il cuore pulsante di iPhone 8 sarà il nuovo processore A11, caratterizzato da un processo produttivo a 10 nm di tipo FinFET. La realizzazione è stata affidata alla taiwanese TSMC, e si tratta di un SoC che dovrebbe garantire un salto di qualità soprattutto in ambito di gestione energetica.

iPhone 8 novità

Tutto sarà controllato da iOS 11, la nuova incarnazione del sistema operativo mobile dell'azienda di Cupertino. Si attendono in tal senso funzionalità specifiche per sfruttare gli inediti elementi hardware che saranno integrati in iPhone 8. Anche in questo caso, tutti aspetti che potranno essere chiariti durante il Keynote di presentazione.

Apple sta dunque preparando la propria rivoluzione. Staremo a vedere in che modo gli equilibri di mercato saranno scossi da iPhone 8 che, tra l'altro, dovrà vedersela anche con prodotti come il Galaxy Note 8 e Huawei Mate 10, per una seconda parte di 2017 che si preannuncia davvero interessante.

Prezzi delle VGA in aumento, anche del 50%

I prezzi delle schede video stanno aumentando di settimana in settimana per via dell’alta richiesta da parte dei miner di monete elettroniche e della diminuzione della materia prima